Pesca con la Canna Bolognese dalla Scogliera: Tecniche, Attrezzatura e Segreti [Guida Completa]

✍️ di Davide Mona per Raccontidipesca

Pesca con la Canna Bolognese: Tecniche e Segreti dalla Scogliera

La pesca con la canna bolognese è una tecnica affascinante che richiede precisione, pazienza e conoscenza dei segreti che la rendono efficace. In questo post esploreremo approfonditamente questa tecnica, focalizzandoci sulle sue varie sfaccettature quando praticata dalla scogliera.

La canna bolognese è una delle tecniche di pesca più antiche e tradizionali, utilizzata fin dai tempi antichi dai pescatori per catturare pesci come orate, saraghi ,ghiozzi spigole,salpe e cefali e non solo. Nell’immaginaria collettivo il pescatore con un bastone il filo e il classico tappo di sughero come galleggiante.

Pescatore sulla scogliera

Cos’è la Pesca con canna Bolognese.

La pesca con la canna bolognese detta anche all’italiana è una tecnica di pesca tradizionale e versatile che trova grande applicazione soprattutto nelle acque costiere della nostra penisola e non solo. Si tratta di una tecnica che richiede un’attrezzatura specifica, composta da una canna lunga e sottile con un’azione parabolica e una lenza con galleggiante leggera ma resistente.
La sua caratteristica principale è rappresentata dalla lunghezza della canna stessa, che può superare i 5 metri, e dall’uso del galleggiante per avvertire le abboccate dei pesci ,consentendo allo stesso modo di lanciare il nostro galleggiante relativamente lontano con precisione. Questa tecnica richiede un approccio meticoloso e una buona dose di esperienza per essere padroneggiata con successo.

Pescare con la bolognese dagli scogli.

La scogliera è una struttura rocciosa marina che può essere sia naturale che artificiale “esempio sono le barriere frangiflutti a protezione dei porti o delle spiagge”. Riconosciamo tutti una scogliera perchè è una una barriera composta da gruppi di scogli disposti in fila che generalmente si trovano sopra il livello dell’acqua. La prima cosa da fare quando si pratica la pesca con la canna bolognese in scogliera è scegliere lo spot giusto , “Lo scoglio giusto”. Appena arrivati sulla scogliera perdiamo un po di tempo ad osservare il nostro spot . È importante individuare uno scoglio piatto magari una zona della scogliera comoda e sopratutto sicura, che non metta a rischio la nostra incolumità e quella della nostra attrezzatura. Consideriamo che spesso le condizioni di maggior pescosità anche in scogliera si hanno proprio con condizioni meteo avverse, al limite ,con scarsa luminosità che specie in condizioni di mare e venti un po sostenuti oppure come ad esempio mare leggermente in scaduta o con nuvolosità prossima alla pioggia. Quindi capirai bene che su scogli bagnati avere una postazione stabile e sicura e fondamentale cosi come avere un equipaggiamento idoneo o calzature idonee, non mi sognerei mai di andare a pescare in scogliera con ai piedi i bikini o gli zoccoli.

Pescatore sulla scogliera

Come scegliere lo spot giusto in scogliera:

Gli scenari che maggiormente troviamo sulle nostre coste o che considereremo per la pesca con la bolognese dalla scogliera sono fondamentalmente due: scogliera alta e artificiale tipo frangiflutti che riparano i porti con scogli naturali o in cemento e con fondali misti , scogliera bassa e spiaggia o scogliera naturale che riparano gli arenili di solito con fondali sabbiosi.

Le Prede e esche tipiche della scogliera

Alcune delle prede tipiche quando si pesca con la canna bolognese dalla scogliera includono:

  • Saraghi: Questi pesci sono spesso presenti vicino alle rocce e possono abboccare facilmente a esche come vermi o piccoli granchi.
  • Occhiate: Le occhiate sono pesci piatti che si nascondono tra le rocce. Utilizza esche naturali o artificiali per attirarle.
  • Orate: Le orate sono prede ambite e possono essere catturate con esche come gamberetti o pezzi di sardina.
  • Spigole : Le spigole detta anche la regina del mare viene spesso ingannata con esche come il gamberetto vivo a mare calmo altrimenti l’infallibile bigattino.
  • Il cefalo e la salpa : una buona pastella al formaggio con una buona pasturazione avrà sicuramente il suo effetto su questi affamati e sempre presenti pesci del sotto costa.
  • Aguglie: Con quel suo corpo lungo e stretto, e con quel becco cosi particolare, non rientra certo fra i pesci «a forma di pesce. Spesso catturata lanciando in lontananza il galleggiate e con piccoli recuperi, con esche come il verme koreano o il bigattino.

Gli attrezzi consigliati per la pesca con la bolognese dalla scogliera

  • Canna Bolognese: Scegli una canna lunga “dai 5 ai 7 metri le più utilizzate” flessibile parabolica o di punta per lanci precisi e per gestire la potenza del pesce. La scelta della canna e sempre personale .Ho scritto un approfondimento se può interessarti :
  • Mulinello: Utilizza un mulinello robusto con una buona capacità di filo proporzionato alla canna che si utilizza non si superano di solito le misure 3000. io personalmente non supero mai la misura 2500.
  • Galleggiante Regolabile: Il galleggiante ti aiuterà a mantenere l’esca alla giusta profondità. Tra i vari galleggianti possiamo scegliere tra quelli fissi e quelli scorrevoli o anche all’inglese. La scelta del galleggiante dipende principalmente dalla profondità e dalla distanza da raggiungere va da se che ogni spot o scogliera e diversa una da un’altra sta all’abilità del singolo pescatore adattarsi al luogo di pesca.
  • Esche Naturali: Bigattini ,Vermi anellidi , gamberetti e tocchetti di sarda o alici ma anche la pastella come il pane e formaggio per la pesca di cefali salpe e boghe sono ottime scelte.

Strategie e montature per scogliera alta e bassa.

Dalla scogliera artificiale posta ad esempio a protezione di un porto o più tosto una scogliera naturale che si affaccia su alti fondali trovare mare piatto ed acqua pulita è uno dei casi più frequenti in questo periodo tuttavia non bisogna farsi scoraggiare da queste condizioni non proprio ottimali.

Scogliera alta con la bolognese

D’altra parte, pescare dall’alta scogliera richiede una strategia diversa. Le acque profonde e la maggiore distanza dalla riva richiedono l’utilizzo di attrezzature più robuste e lanci più potenti. In queste situazioni, è fondamentale adottare una tecnica di recupero precisa e costante per evitare che il pesce si liberi una volta abboccato all’esca. L’uso di galleggianti regolabili e il controllo accurato della deriva dell’esca possono fare la differenza tra una giornata di pesca fortunata e una deludente.

di seguito un esempio dei sistemi pescanti che possiamo utilizzare su una scogliera alta:

In questa situazione la scogliera può essere affrontata sia di giorno che di notte,anche se la condizione che preferisco è la seconda. Durante il giorno ,individuando una bella buca, dove non si vede il fondo,possibilmente a ridosso dei massi e magari con fondale regolare,si possono insidiare i grossi muggini,abituali frequentatori di questi posti. La loro pesca viene effettuata principalmente a canna fissa o bolognese nelle lunghezze di sette o otto metri,galleggiante fisso da due o tre grammi e piombatura costituita da torpille più una coroncina di pallini.

I braccioli sono a forcella della lunghezza di 70 e 50 centimetri,il filo dei terminali è lo 0,12 millimetri e gli ami scelti vanno bene una misura del 14-16 scegliete voi la marca io preferisco quelli a gambo lungo .Per esca il pane a fila o francese oppure tocchetti di sardina . E’ indispensabile la pasturazione ,che può essere sia a base di sarda tritata oppure sfarinata o a base pasture pronte a base di formaggio,da effettuarsi inizialmente con il lancio di alcune palle grandi tipo arance e successivamente riducendone le dimensioni. Il fondo deve essere misurato con precisione ed occorre che il bracciolo più lungo lavori alzato dal fondo di circa 20 centimetri.

Un’altra opportunità che abbiamo in queste condizioni è la pesca mirata ad insidiare le aguglie che in questo periodo si avvicinano alla costa in grossi branchi,anche se si mantengono a una certa distanza dalla riva.

Impiegheremo,per questi pesci,canne di media potenza con bombarde fino a venti grammi ed affondabilità di 2-3 grammi per raggiungere notevoli distanze,oppure bolognesi da cinque o sei metri di lunghezza per il derivato o il galleggiante piombato.I terminali della lunghezza di 1,50 -2,00 metri sono costruiti con filo dello 0,12-0,16 millimetri ami del misura 12-14.Per esca i bigattini ma anche le camole del miele fanno bene il loro lavoro,il saltarello coreano e con il galleggiante piombato ed il derivato la polpa di gambero.Indispensabile la pastura a base di sarda tritata da lanciare con la fionda dopo avere infarinato a dovere la palla, allo scopo di fare in modo che questa non resti attaccata al bicchiere della fionda con tragiche conseguenze.

Durante la notte in condizioni di mare agitato o scaduta la musica cambia eccome: ecco venire allora alla ribalta i pesci di qualità superiore(occhiate,saraghi,spigole) ed i bigattini come esca principe. Questi possono essere impiegati con successo sia per la pesca a bolognese, con galleggiante fisso portante o piombato,che per quella con il pasturatore privato del piombo in caduta o ancora per quella con il pasturatore a fondo.

Nel primo caso si impiegano bolognesi da sei-sette metri meglio ancora otto metri,armate con galleggianti portanti da due a dieci grammi e che vengono tarati a seconda della forza del mare con spallinature più o meno concentrate. Sulla bobina si carica un buon 0,18-0,20 millimetri di lenza madre e su questa si costruisce la lenza con un bracciolo da 50-80 centimetri sul quale si lega un amo del 12.

Questo tipo di lenza,più dedicato alla cattura dei grossi saraghi e delle spigole,viene sostituito con un armatura più raffinata quando ci sono in circolazione le occhiate. Per questa si impiegano galleggianti piombati della portata compresa tra i due ed i cinque grammi che vengono fissati sulla lenza madre che esce dalla bobina del mulinello (0,16 mm) tra due pallini di piombo del numero 6.Per la costruzione del bracciolo si impiegano circa due metri di filo dello 0,12-0,14, in fondo ai quali si lega un amo del n.14; infine sopra alla congiuntura del bracciolo si con la lenza madre si schiaccia un solo piombino del numero 7.

Questa lenza ha la particolarità di far lavorare l’esca con incredibile naturalezza sulla corrente e di riuscire ad ingannare pesci difficili come le occhiate.

Non improbabile ,tuttavia, che anche le spigole, ma sopratutto i saraghi, che arrivano sulla pastura di larve sfuse, entrino in competizione con le occhiate ad allora viene fuori un bel combattimento.

Lo stesso tipo di lenza,inserendo al posto del galleggiante il cosiddetto pasturello,ovvero quel galleggiante con abbinato il pasturatore,viene impiegato con successo per la pesca a lunga distanza delle occhiate e delle lecce stella.Se il fondale sul quale si sta operando e sufficiente e cioè almeno superiore ai sette-otto metri,si potrà praticare anche la pesca con il pasturatore privato del piombo ,in caduta.

Per questa tecnica,tuttavia occorre,occorre impiegare una canna leggermente più robusta ma munita di cima sensibile in carbonio pieno o in fibra di vetro.

Pesca dalla Scogliera Bassa e/o spiagge.

Un pescatore che pesca con la canna a bolognese da una scogliera bassa

La pesca dalla scogliera bassa presenta delle peculiarità che la rendono affascinante ma allo stesso tempo impegnativa. In queste situazioni, è importante considerare l’effetto delle onde sulla nostra attività di pesca.Difficilissimo affrontare la pesca dalla scogliera naturale bassa oppure dall’arenile sabbioso in condizioni di mare calmo durante le ore del giorno. Il discorso cambia invece per quanto riguarda le ore immediatamente successive al tramonto del sole,oppure quelle serali e notturne.Anche il mare non eccessivamente agitato diventa una condizione ottimale.

Le postazioni migliori sono quelle situate vicino agli sbocchi in mare di acqua dolce,oppure vicino ad opere portuali o ancora settori posti in mezzo a scogliere a picco,ai moli,insomma in tutti quei casi che rappresentano delle rotte obbligatorie sulle quali il pesce deve per forza passare.Le specie più ricorrenti in questi casi,a parte i saraghi,sono le spigole,le mormore,le orate.

Dal “basso” la bolognese può ridurre la sua misura ed arrivare ad essere lunga anche soltanto cinque metri: da impiegare nella pesca con il galleggiante piombato(due cinque grammi) immediatamente a ridosso dello scalino, dietro il primo frangente. Non sono però da buttare via anche le canne più lunghe,specialmente con il mare che muove. Si pesca con il boccone appoggiato e le mangiate possono avvenire sia durante la caduta che quando il bracciolo resta steso sul fondo,quindi occorre dare almeno mezzo metro in più di quella che è la profondità effettiva. In bobina si carica lo 0,14 millimetri,un diametro di filo più che sufficiente,specie dalla spiaggia, per avere ragione di qualsiasi tipo di preda. La montatura è la solita: galleggiante sulla madre trattenuto tra due pallini del numero 6, bracciolo lungo circa un metro e venti centimetri ed amo del numero 14.

Nei casi in cui l’azione di pesca avvenga da scogliere naturali o artificiali basse che insistono su fondali accidentati si può praticare,specialmente con il mare che sbatte,sia di giorno che di notte,un tipo di pesca leggermente differente,mirato alla cattura dei saraghi che rimangono attivi anche nell’immediato sotto riva. Si pesca ancora una volta con la bolognese, utilizzando la pastella al formaggio. La lenza si costruisce con un galleggiante a sfera o a pera inserito sul filo che esce dalla bobina del mulinello (016 mm); non è prevista la piombatura poiché per il lancio sarà sufficiente il peso dei due bocconi di pane che coprono gli ami del n.10.La particolarità di questa lenza sta nel fatto che difficilmente potrà rimanere attaccata anche al più insidioso dei fondali.Naturalmente occorrerà posizionare adeguatamente l’altezza del galleggiante,facendo in modo che il boccone più basso lavori ad una spanna dal fondo. Indispensabile lanciare in acqua la pastura con buona frequenza sotto forma di palline di pasta delle dimensioni dei bocconi. Per far ciò occorre preparare due impasti differenti: il primo da utilizzare come esca,più elastico e saporito,ottenuto con la mollica del pane raffermo bagnato e l’aggiunta di formaggio,un pugno di farina di grano e pane grattugiato bianco;il secondo da utilizzare per pasturare ,meno curato e che potrà essere preparato con prodotti di qualità nettamente inferiore rispetto al primo.

La presenza di scogliere basse può favorire la presenza di pesci predatori che si avvicinano per cacciare piccoli pesci vicino alla costa. Utilizzare esche naturali come vermi, gamberetti o piccoli pesci artificiali può essere particolarmente efficace in queste circostanze.

Montatura tipo per pescare con galleggiante fisso

potrebbero interessarti anche questi articoli del blog:

@raccontidipesca

Spigole a bolognese dalla scogliera con galleggiante e bigattini due stupende spigole portate a terra tra tante difficolta terminale 0,12 mm e amo del 18 #raccontidipesca #pesca #pescare #pescasportiva #pescasportiva😉🤙🎣🎣🎣🎣 #fishing #fishingtiktoks #fishingtiktoks

♬ Children (Dream Version) – Robert Miles

In conclusione, la pesca con la canna bolognese dalla scogliera è una tecnica che richiede dedizione, conoscenza e pratica costante. Sperimentare diverse strategie, regolazioni dell’assetto pescante “paratura” degli attrezzi usati , e come dico sempre il buon pescatore non pesca ma pensa ragiona si ingegna sperimenta solo così si possono avere risultati sorprendenti. Ricordatevi sempre di rispettare le normative locali sulla pesca e di praticare un approccio sostenibile verso l’ambiente marino. Che siate pescatori esperti o principianti desiderosi di imparare, la pesca con la canna bolognese dalla scogliera offre un’esperienza unica e coinvolgente che vi lascerà ricordi indelebili.


🫱 Unisciti alla community!

Hai domande, curiosità o vuoi raccontare la tua esperienza?
💬 Lascia un commento qui sotto oppure vieni a trovarci:

📌 GRUPPO Facebook – Racconti di Pesca
📌 PAGINA Facebook ufficiale

📧 Per ogni suggerimento o collaborazione scrivici a:
raccontidipesca@altervista.org

Hey, ciao 👋 Piacere di conoscerti.

Logo ufficiale Racconti di Pesca blog eging pesca in Italia

Iscriviti per ricevere guide di pesca, aggiornamenti tecnici e le novità di Raccontidipesca direttamente nella tua inbox.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.


In questa pagina sono presenti link di affiliazione che garantiscono a questo sito una piccola quota di ricavi, senza variazione del prezzo per l'acquirente.

5,0 / 5
Grazie per aver votato!

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!

Pubblicità

Similar Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *